Sziget Festival - Florence + The Machine

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Nonostante le urla siano una costante nella mia vita io non ho mai perso la voce. Almeno fino ad oggi. Ebbene c’è sempre una prima volta: ieri sera, per colpa di Florence, ho urlato così tanto, ma così tanto, che stamattina la mia voce se n’è proprio andata a quel paese.

Ho pensato che ne sarebbe valsa la pena – e infatti non mi sono sbagliato – così ho pensato di farmi la scampagnata per la prima fila. Ho visto il concerto di Asaf Avidan (molto particolare), ho aspettato sotto il sole cocente fino al tramonto e poi fino alle 21:30, ora d’inizio del concerto. Florence entra puntuale, a piedi nudi con il suo completo bianco e inizia a cantare What The Water Gave Me. La folla va in delirio. E sì, anche io vado in delirio.

Il concerto è stato tutto uno scambio di energie positive tra Florence e il pubblico. Lei è consapevole di ciò che è in grado di dare all’audience durante le sue performance e, giustamente, si aspetta qualcosa in cambio, ma non lo pretende. Con la gentilezza e la delicatezza nei modi che la contraddistinguono, tra una strofa e un’altra, lei semplicemente apre le mani al pubblico per raccogliere tutto l’amore che le può dare. Non appena può muoversi un po’ si sposta verso noi fan urlanti, ci guarda e ci tende le mani. Se avesse potuto sono sicuro che ci avrebbe abbracciati uno ad uno. Di fatti la voglia di abbracciarci è stata così tanta che ad un certo punto ha invitato persone a caso a salire sul palco. Una decina di ragazzi sono saliti e l’hanno sbaciucchiata come se fossero dei dissennatori. Anche io ho scavalcato la transenna, ma la situazione stava un po’ degenerando quindi la sicurezza ci ha impedito di salire sul palco e tristemente sono ritornato dietro la transenna. Come se si volesse far perdonare con quelli che non sono riusciti ad abbracciarla, si dirige verso la punta del palco e ci sparge addosso del glitter dorato cantando Shake It Off. Sono riuscito a guardarla negli occhi: How Big, How Blue, How Beautiful. Avrei voluto che quel concerto non finisse mai, ma purtroppo ad una certa arriva il momento. Ci saluta, ci ringrazia e ci dice “See you soon! I love you all!”. Saltando da una parte all’altra del palco ci canta l’ultima canzone Dog Days Are Over e ci lascia.

Bravissima Florence. Se dovessi darti un voto da una a cinque stelle te ne darei sette. Cinque per la performance vocale e le altre due extra per l’amore che ci siamo scambiati. Brava, brava, brava!

Gianluca Petronio

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