Radio Bocconi - SPICCHI DI LUNA E WHISKY ANDATI

SPICCHI DI LUNA E WHISKY ANDATI

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I weekend di settembre a Milano hanno sempre un tocco magico: le giornate sono ancora calde, il ricordo dell’estate è vicino e un cielo senza nuvole regala spicchi di luna romantica che bacia i tetti della città. Tutto è carico di una energia piena di attese, ci si sente pervasi da una voglia frizzante di perdersi nella notte metropolitana, con un drink in mano e il ritmo nelle gambe. Se questo quadro vi sembra familiare, aggiungeteci un tocco vintage e sarete catapultati nei testi dell’abile penna di Sergio Caputo. Ho avuto l’onore di ascoltare dal vivo questa pietra miliare della musica pop-jazz italiana al Blue Note di Milano, lo scorso venerdi 13 settembre. L’artista si è esibito per due serate consecutive nel tempio del jazz internazionale, accompagnato da musicisti del calibro di Luca Pirozzi al basso, Alessandro Marzi alla batteria e Marco Scipione al sax, in una collaborazione esclusiva che ha lasciato il pubblico senza fiato.

Fin dall’inizio della serata l’impressione è quella di un drink in un pub con un vecchio amico, più che di uno spettacolo architettato in tutti i suoi dettagli: la distanza tra la band e gli spettatori sono annullate e questo al pubblico piace molto. Sergio Caputo si racconta tra una canzone e l’altra, anzi, tra un “whisky andato e l’altro”. Ripercorre i grandi classici, che il pubblico del Blue Note conosce a memoria, anzi, lo aiuta con i testi e completa le rime: immancabili i pezzi anni ‘80 come “Un sabato italiano”, “Metamorfosi”, “Mercy Bocù”, intervallati da brani tratti dagli album più recenti. L’atmosfera è così familiare che una spettatrice non manca di porgergli una confezione di citrosodina granulare sulle note di “Bimba se sapessi”. 

Nel pub riscaldato a luci blu soffuse, il tocco di innocenza e tenerezza è dato dalla presenza del suo figliolo, che saltella e fa il tifo per il papà dal bancone del piano rialzato. “Se dovessi mai diventare sindaco, farei costruire 200 altalene in tutti i parchi della città!”, esclama Sergio ripensando alle code e gli spintoni tra bambini per garantirsi un posto sulle poche altalene presenti nei parchi per bambini. “Nei parchi ci sono sempre e solo due altalene. Ed è così in tutto il mondo, non solo da noi!”.

Tra assoli di basso, conversazioni di sax e colpi di spazzola, la serata sembra volar via in un attimo. Con le sue canzoni, Sergio Caputo riesce ad emozionarci, a farci ballare blues e cha cha cha, a raccontarci di vita quotidiana, notti metropolitane e storie d’amore in cui tutti possiamo riconoscerci, il tutto incorniciato dalla suggestiva location del Blue Note. La serata si conclude con il brano “Mettimi giù”, dopo il quale Sergio scende dal palco per “farsi offrire un bicchiere di vino” da noi spettatori. Riesco così a stringergli la mano e a rubargli uno scatto.

Grazie Sergio per la tua musica e grazie al Blue Note per continuare ad offrire ogni settimana spettacoli di eccellenza con ospiti di portata internazionale.

 

Raffaella Dimastrochicco

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