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Il Social Music City di Milano è un incredibile esempio di “riuso temporaneo”, una tendenza che va sempre più di moda nelle maggiori città Europee e che si concentra sulla riqualifica di aree urbane abbandonate - in questo caso si tratta dei 10.000 metri quadrati di un ex scalo ferroviario.
Ma Social Music City è di più: è un’istituzione della movida meneghina che chi ama ballare sulle note house e techno certamente conosce, così come tutti i bocconiani residenti presso Isonzo. Per chi, come questi ultimi, ha visto fiorire in un campo di cemento una delle attrazioni più interessanti della città, è imperativo visitarla. E lo è per due motivi in particolare: la varietà dell’offerta, che si affaccia su un panorama ogni anno più internazionale, e l’inebriante estetica dello show.

Quest’anno l’organizzazione dietro il Social Music City ha veramente voluto esagerare - in senso positivo, si intende. Basta citare tre eventi per dare un’idea dello spessore del festival: l’inaugurazione della stagione con il Circoloco, El Row e la chiusura della stagione. La line-up di quest’ultima? Marco Faraone, Richie Hawtin, Carl Cox. Per chi frequenta il festival o è quantomeno interessato al genere è già tutto chiaro: ospiti internazionali ed eventi di fama globale.

Ciò che più conta, però, è il contesto in cui tutto ciò avviene. Organizzazione impeccabile: prezzi stracciati agli early bird, file e controlli veloci ed efficaci, postazioni bar all’interno e all’esterno e, per chi vuole spendere un po' di più, la possibilità di prenotare tavoli in quattro differenti postazioni. Da una delle due più in alto, dove mi è stato permesso accedere, si ammira uno spettacolo che in Italia esiste realmente in pochi contesti: una folla immensamente grande, entusiasta di accogliere The King Carl Cox, leggenda della musica elettronica, venerato e acclamato in tutto il mondo. Accostati a lui, nella line up altri due nomi piuttosto grossi: Richie Hawtin, pioniere musicale - insignito una laurea honoris causa dall’Università di Huddersfield per il suo “contributo al mondo della tecnologia musicale” - e Marco Faraone, ambasciatore musicale italiano e protagonista dei migliori club al mondo. È chiaro che per gli appassionati del genere un evento di questa portata sia attesissimo e vissuto al massimo e ciò lo rende (e lo ha in effetti reso) inevitabilmente speciale e irripetibile.

Ma tutta l’energia scambiata tra pubblico e DJs sarebbe stata molto meno suggestiva se SMC non ci avesse regalato anche uno degli spettacoli di luci – a mio avviso – più belli d’Europa. Fasci di luce provenienti da ogni angolo della struttura incorniciano, con intrecci e disegni veramente degni di nota, Carl Cox che suona delle – passatemi il termine — mine colossali.
La folla in visibilio, un trionfo della musica: chiusura epica di una stagione altrettanto epica.

Sergio Gallo

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