Radio Bocconi - Pagellone dell'ultima serata del Festival di Sanremo 2019

Pagellone dell'ultima serata del Festival di Sanremo 2019

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Il 9 febbraio 2019 si è conclusa la 69° edizione del Festival di Sanremo, tra fischi, critiche, applausi e finali inaspettati, vi proponiamo il nostro giudizio ironico e (si spera) simpatico sui diversi artisti in gara. I cantanti sono stati ordinati in maniera decrescente sulla base alla classifica finale, perciò inizieremo dagli ultimi per arrivare al vincitore del Festival della Canzone Italiana: Mahmood.

  1. NINO D’ANGELO E LIVIO CORI, UN’ALTRA LUCE: Il rapporto padre-figlio che i due artisti hanno riprodotto sul palco dell’Ariston, ha denotato come Nino D’Angelo si sia profondamente innamorato di Livio. Ha infatti tentato numerose volte l’approccio, ma purtroppo, soprattutto nell’ultima esibizione, è stato friendzonato ripetutamente dal giovane cantante.
  2. EINAR, PAROLE NUOVE: per poter descrivere al meglio l’artista avremmo bisogno davvero di parole nuove: al momento, non vi sono termini adatti per descrivere gli occhi sognanti con cui guardava la giuria nel tentativo di conquistarli tutti. Ecco, forse la giuria in quel momento era a prendersi un caffè!
  3. ANNA TATANGELO, LE NOSTRE ANIME DI NOTTE: Gli sguardi ammiccanti e le gesta sensuali rivolte alla telecamera (con la quale ha stretto un rapporto molto, molto stretto) hanno permesso agli ormoni degli anziani telespettatori di risvegliarsi. Di notte, però, tra le nostre anime c’è solo sonno.
  4. PATTY PRAVO E BRIGA, UN PO’ COME LA VITA: Siamo particolarmente convinti del fatto che Briga sia il toy boy di Patty Pravo. Stufa delle prestazioni non all’altezza dello pseudo-rapper, la Pravo ha deciso di fare un po’ di sano trash, ma forse sarebbe stato meglio andare all’Isola dei Famosi per rivitalizzarsi un attimo: farebbe il 25% di share.
  5. NEGRITA, I RAGAZZI STANNO BENE: La testa di Pau brilla sicuramente di più della loro canzone. Evitiamo di rilasciare ulteriori commenti per non scatenare il Pau irascibile che è in lui.
  6. NEK, MI FARO’ TROVARE PRONTO: Non meritava di certo di finire la gara così basso in classifica: probabilmente i giudici sono stati influenzati dalla sua altezza.
  7. FEDERICA CARTA & SHADE, SENZA FARLO APPOSTA: La loro canzone è un tipico pezzo da radio, non ha suscitato molto scalpore, però ha fatto innamorare un nostro giornalista in erba. Egli infatti sarà in prima linea il 16 febbraio al loro instore a Milano.
  8. THE ZEN CIRCUS, L’AMORE E’ UNA DITTATURA: Nel loro essere zen, probabilmente il karma li ha colpiti. Sempre incazzati, nel loro crescendo continuo di forza emotiva, la canzone sembra non partire mai. Le oscene espressioni facciali del frontman ci fanno riflettere sulle conseguenze dell’abuso di allucinogeni e pasticche, anche se per noi la canzone è perfettamente godibile! (PS. Avete notato quanti toscani sono apparsi a questo festival? Incredibile.)
  9. PAOLA TURCI, L’ULTIMO OSTACOLO: Cara Paola, abbiamo visto che purtroppo sull’ultimo ostacolo ci sei caduta rovinosamente. Ti consigliamo di mettere qualche punto sul vestito, si è strappato!
  10. FRANCESCO RENGA, ASPETTO CHE TORNI: Bella voce, bei capelli, ma la canzone insomma. Non so se ti convenga aspettare (che torni) perché chi di speranza vive, disperato muore.
  11. MOTTA, DOV’E’ L’ITALIA? Secondo noi, i fischi dell’irrispettoso pubblico del Teatro erano più che altro complimenti verso la sua splendida fidanzata, Carolina Crescentini.
  12. EX-OTAGO, SOLO UNA CANZONE: Al termine di questo festival è ormai chiaro che Maurizio Carucci non abbia portato la sua band a Sanremo per partecipare all’accesa competizione, ma piuttosto per trovare una nuova ragazza. Peccato che tra il pubblico ci fosse anche la sua attuale compagna…
  13. GHEMON, ROSE VIOLA: Canzone molto soft, perfettamente adatta all’ora in cui canta. Parla di rose viola, probabilmente inesistenti, come il vocal coach che non ha mai contattato. Invece di essere votato, sarebbe stato meglio che i telespettatori avessero mandato messaggi di richiesta per la convocazione dei servizi sociali. Scherzi a parte, la canzone ha un bel testo, ma in certi punti la voce di Ghemon non convince.
  14. BOOMDABASH, PER UN MILIONE: Bella canzone, ma uscita troppo presto per un tormentone estivo. Sarebbe stato meglio averla lasciata nell’incubatrice per altri 3 mesi.
  15. ENRICO NIGIOTTI, NONNO HOLLYWOOD: Nigiotti, durante le sue esibizioni si è pian piano trasformato in un docile leoncino pronto però a ruggire di fronte alla consapevolezza di essere arrivato solo decimo con la sua meravigliosa e toccante canzone dedicata al nonno. A detta di tutte le sue fan, dovrebbe però tenere più spesso i capelli sciolti.
  16. ACHILLE LAURO, ROLLS ROYCE: La sua canzone è uscita come gli scarabocchi che ha in faccia: fuori luogo, ma decisamente singolare. Ci chiediamo, in quale delle quattro serate ha fumato più erba? Sicuramente quella in compagnia del suo caro compagno Morgan. Lauretto stiamo scherzando, vai forte col tuo Rock n’ Roll!
  17. ARISA, MI SENTO BENE: Caso ha voluto che ogni volta che ha cantato il suo brano, non si sentisse mai bene: tra problemi di memoria, febbre e ansia da palcoscenico, il lunedì torna ad essere un giorno di merda. Voce meravigliosa, ma ricordiamoci che la sfiga è sempre dietro l’angolo.
  18. IRAMA, LA RAGAZZA CON IL CUORE DI LATTA: Gli orecchini piumati che caratterizzano il cantante non gli hanno fatto spiccare il volo, al contrario dei tre dell’Ave Maria, nonostante l’importanza della canzone e il duetto da brividi con Noemi.
  19. DANIELE SILVESTRI & RANCORE, ARGENTOVIVO: Argentovivo non è soltanto la canzone, ma anche l’animo tenace e giovanile che il nostro caro Dani incarna. P.S. chiedi a Manuel se ha ritrovato le tonsille e fai i complimenti a Rancore!
  20. SIMONE CRISTICCHI, ABBI CURA DI ME: livello due cucchiaini di caffè nel latte, ho rischiato un colpo di sonno level autostrada A14 di notte alle tre. La posizione raggiunta è probabilmente derivata dalla compassione suscitata dalle lacrime più finte delle facce di Patty Pravo mentre le consegnavano i fiori.
  21. LOREDANA BERTE’, COSA TI ASPETTI DA ME: Cara Lory, la canzone è una figata e tu ruggisci ancora come un tempo, ma per favore, cambia stilista che sennò Enzo Miccio si arrabbia. Pur avendo delle bellissime gambe, tieni a posto la manina…!
  22. IL VOLO, MUSICA CHE RESTA: Ragazzi, prima di gioire per il risultato raggiunto, controllate i social: nessuno esplicita di avervi votato, eppure siete qui. Ringraziate le schiere di anziani ancora ancorati al telefono fisso. Voci incredibili, ma testo molto meno.
  23. ULTIMO, I TUOI PARTICOLARI: La prossima volta che ricevi una delusione del genere, non parlarne con i giornalisti. Piuttosto, ti invitiamo a partecipare ai programmi di Barbara D’Urso e prendere un coffee con lei. Niccolò, siamo con te!
  24. MAHMOOD, SOLDI: Canzone molto figa, per la prossima mi raccomando, mantieni i due battiti di mano perché non ti diciamo quanto ci hanno caricato! Detto ciò, alla tua estetista dille che non ti sa fare le sopracciglia! Bravo Alessandro, continua così.

In conclusione, oltre ai giudizi resi in questo articolo, volevamo informare i lettori che è stato bellissimo, per noi inviati di Radio Bocconi, vivere un’esperienza come quella del Festival. Durante la settimana ci siamo molto affezionati ai cantanti in gara che con esibizioni più o meno soddisfacenti hanno dato il massimo, ci hanno fatto emozionare e siamo sicuri che porteremo nel cuore un fantastico ricordo. Grazie Radio Bocconi!

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