INKLINE, VERSO LA RICERCA DI UNO STILE UNICO

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Il primo approccio al mondo della musica a 9 anni imparando a suonare la batteria, la prima canzone nel 2019 e, da pochi giorni, il suo ultimo singolo ‘Angelo e Diavolo’: conosciamo meglio Riccardo Luciani, giovane cantante veneziano, in arte Inkline, che ci racconta di sé e della sua passione per la musica. 

Come hai scelto il tuo nome d’arte Inkline?

“L’ho scelto due anni fa insieme alla mia professoressa d’arte, per un motivo che non c’entrava nulla con la musica. Il nome identificava un gruppo, ma l’avevo scelto io, mi ci identificavo io. All’inizio era in italiano, Incline, predisposto alla musica, ma tutti lo pronunciavano Inclain, all’inglese. Così il nome si è evoluto in Inkline, che corrisponde ad un significato che già avevo attribuito al nome originario, linea d’inchiostro, perché mi piace la scrittura”.

Da poco è uscito il tuo nuovo singolo ‘Angelo e Diavolo’. Di cosa parla?

“È la storia di due giovani ragazzi, di un amore giovanile, nel quale lui non ha capito bene lei, pensava di conoscerla, ma non è così, sotto tanti punti di vista. È una relazione tossica, ostacolata dalla madre di lei che mette i bastoni tra le ruote ai due ragazzi”.

L’hai scritto da solo? Quanto tempo ci è voluto?

“Sì, l’ho scritto io. Scrivo sempre il testo da solo. Non ho impiegato tanto tempo in realtà, scrivo molto di getto. Ci posso mettere due giorni o un mese. In questo caso, in totale ci è voluto un mese: la stesura sarà avvenuta in due ore, ma divisa in più giorni. Per me non è un peso, mi piace scrivere e racconto sempre storie mie che sento dentro”.

Chi sono le prime persone a cui fai sentire le canzoni appena finisci di scriverle?

“Il mio migliore amico Lorenzo. Lui è la prima persona che mi ha appoggiato in questo percorso, fin dalla prima canzone, a lui mando anche le versioni demo registrate con il telefonino prima di andare in studio. Poi c’è anche un altro amico, si chiama Riccardo. Lorenzo e io siamo cresciuti insieme, è un po’ un fratello per me, mi vuole molto bene e, quindi, le mie canzoni gli piacciono ogni volta. Invece Ricky è l’amico cattivo tra i due, non gli piace mai niente e, quando approva una mia canzone, vuol dire che ho fatto un bel lavoro”.

A cosa è dovuto il cambio di stile rispetto al tuo primo singolo?

“È vero, rispetto al mio primo singolo c’è stato un cambiamento drastico, ma questo è uno stile che mi appartiene, ce l’ho dentro da sempre. Ora ho influenze punk-rock e non più rap. Ho sempre sognato questa vita, fare la rockstar e, ora che ho una maturità artistica maggiore, non mi interessa più seguire le mode e cosa piace alla gente, così trasferisco liberamente il mio stile nel mio lavoro”.

Da cosa prendi ispirazione per le tue canzoni?

“In realtà voglio creare una mia wave. Ascolto molta musica e molti artisti, ma sto cercando di creare un mio stile unico. Non ha senso imitare un artista, voglio essere originale, sia nelle mie canzoni che nei videoclip. Sono una persona molto precisa e ci tengo che tutto venga perfetto”.

Decidi anche la scenografia dei tuoi video?

“Il mio video maker è fortissimo, mi trovo molto bene con lui. Io, però, gli rompo un po’ le scatole perché pretendo molto. Giusto l’altro giorno mi ha mandato un audio, esortandomi a non cambiare mai, perché con il mio modo di fare lo stimolo sempre a creare qualcosa di nuovo. Per un video di 1 minuto ci possiamo impiegare anche 2 giorni. Creo sempre intrecci un po’ complicati, però mi piace così”.

A quali artisti ti ispiri?

“Non mi sono mai ispirato a nessuno in particolare, però ascolto tanta musica, quindi inconsciamente vengo influenzato. Sono cresciuto con la musica di Tiziano Ferro e Raf, ricordo che l’ascoltavo in macchina andando al mare con mia mamma e mia sorella. Ora seguo rapper come Tedua, poiché si avvicinano di più al mio stile attuale”.

Come hai capito che da grande avresti voluto fare il cantante?

“Quando mi sono reso conto che mi piaceva fare, bene o male, solo questo. Non sono mai stato portato per lo studio, ho sempre lavorato e anche ora sto cercando lavoro, ma la musica è l’unica cosa che mi rende felice, che mi fa essere me stesso al 100%, faccio fatica a pensare ad un futuro senza”.

Progetti per il futuro?

“Ho in progetto dei nuovi singoli, dei live, incrociando le dita che la pandemia si risolva presto e, a settembre, il mio primo EP. Il mio team e io stiamo lavorando duramente, siamo punk dentro, facciamo quello che sentiamo, andiamo contro corrente, lavoriamo sodo e, fino all’ultimo, non si può mai sapere cosa verrà fuori”.

 

Eleonora Callegaro

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