Radio Bocconi - Giffoni Film Festival - Sesto giorno

Giffoni Film Festival - Sesto giorno

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Sesto giorno del Giffoni Film Festival 2019 completamente all’insegna del cinema e della musica italiana.

Primo importante ospite di questa giornata è Stefano Accorsi, che ha incontrato i giornalisti in sala stampa, per poi dirigersi alla Multimedia Valley, dove i ragazzi della Marterclass Cult hanno dato vita ad un incontro più approfondito. Attore italiano di successo, apprezzato dalle nuove come dalle vecchie generazioni, è ideatore delle recenti e largamente seguite tre stagioni della serie tv di Sky Atlantic, “1992”, “1993” e “1994”. Quest’ultima, anticipata da un teaser lo scorso 11 Giugno, deve ancora essere mandata in onda e i giornalisti non si sono fermati dal porre numerose domande riguardo i personaggi, la trama e le caratteristiche di un progetto, quello di “1992”, che era partito come un’idea provocatoria, quasi impossibile da realizzare, portata infine a compimento dopo anni e anni di duro lavoro. Accorsi si è dilungato descrivendo il suo rapporto con il regista e amico Ferzan Ozpetek, anticipando l’uscita del loro nuovo film il prossimo 28 Novembre. Proprio la trama di questo suo nuovo lavoro ha dato vita ad una discussione sui temi delle coppie omosessuali e sull’adozione di bambini, punto focale del film, raccontato senza un velo di fiaba, di idillio, come invece spesso accade con simili storie. Né è, questo, un tema che vuole essere una tesi, una teoria, come spiega l’attore: il film nasce da un sogno del regista e tale rimane, senza nessun obiettivo didattico o politico. Diverso è il discorso che Stefano Accorsi ha aperto parlando della sua esperienza sul set di “The Young Pope”, del suo rapporto con Sorrentino e delle scene girate con il fenomenale Jude Law. “Le scene erano scritte benissimo, Sorrentino aveva regole ferree che gli permettevano un controllo totale del set. Recitare con Jude Law è stato facilissimo e ci siamo concessi anche piccole improvvisazioni, alla fine abbiamo terminato le nostre scene in poche ore: è davvero un attore preparatissimo”, ha ricordato Accorsi. Non lo ritroveremo però nella seconda stagione nei panni del presidente del consiglio (“Vagamente ispirato a Renzi”), così come non lo vedremo alla regia di un futuro film. “Sto cercando un nuovo soggetto da sviluppare, certo, ma non come regista, non mi interessa quel ruolo perché mi diverto come attore”, ha concluso Accorsi.

Grande ospite del Giffoni Music Concept del 24 Luglio è Daniele Silvestri, che quest’anno festeggia i suoi 25 anni di carriera con ben nove album di inediti alle spalle. “Fare della propria passione un mestiere è una fortuna che non deve essere data per scontato”, così ha dato inizio al suo incontro con la Masterclass Music. Silvestri ha rivelato il momento in cui è nata quella passione per la musica che, all’inizio, veniva vista come un gioco continuo, fino a diventare un momento sociale, di condivisione. “Quando è nato Daniele Silvestri artisticamente parlando? Quando, da bambino, ho sentito il mio vicino suonare il pianoforte”, ha risposto ai ragazzi, curiosi di scoprire le origini di un cantautore italiano di enorme talento, considerato da molti un vero e proprio innovatore. E proprio sul tema dell’innovazione Silvestri ha incentrato il dibattito. L’artista, infatti, è uno dei pochi cantanti della vecchia generazione ad essere aggiornato sui cambiamenti della società, del mondo, che si riversano inevitabilmente nella musica, in suoni nuovi, nei modi di comunicare e relazionarsi. Le sue canzoni si riconoscono per tematiche e suoni propri del nostro tempo, in gran parte sperimentali, con un’impronta estremamente moderna, senza nessun confine, ma con una sfrontatezza disarmante. Un artista che riesce a superare ogni barriera di genere e di stile con una musica che racconta storie diverse. “Essere monocromatico non è un male, così come l’essere diversificato non intocca la riconoscibilità dell’artista stesso”, ha concluso Silvestri.

Gli ospiti di questa giornata si sono rivelati estremamente interessanti, così come i loro incontri hanno fornito ai ragazzi numerosi spunti di riflessione e argomenti da dibattere. In questo gruppo c’è Moira Mazzantini, che ha incontrato oggi la sezione Masterclass Cult. Talent agent della TNA, presidente della L.A.R.A. (Libera Associazione Rappresentati di Artisti) e agente di attori del calibro di Zingaretti, Accorsi, Casta e Vukotic, la Mazzantini ha portato avanti una discussione di un’ora sul lavoro di agente, sulle differenze e similitudini tra il mercato cinematografico italiano e quello americano, dando infine consigli su come intraprendere la carriera di manager e talent agent o di come procurarsene uno, nel caso di ragazzi interessati a lavorare dall’altra parte della telecamera.

Il pomeriggio del Giffoni Film Festival si è infine colorato di arancio e giallo quando, sul Blue Carpet, sono arrivati Edoardo Leo e Stefano Fresi, doppiatori di Timon e Pumbaa nella versione italiana del nuovo film Disney “Il Re Leone”. L’adattamento, presentato in anteprima proprio questa sera, vede come protagonisti Marco Mengoni, voce di Simba, ed Elisa, voce di Nala. Esso è frutto di una produzione durata ben 2 anni, a seguito di numerosi viaggi del regista e suoi collaboratori in varie zone del Sud Africa. L’anteprima è stata anticipata da colorati coriandoli e palloncini, che hanno coinvolto non solo i due ospiti, intenti a firmare autografi e scattare selfie sul Blue Carpet, ma anche tutti i ragazzi presenti in Cittadella, entusiasti e curiosi di rivedere un capolavoro del cinema Disney, custodito nei cuori di tutti coloro cresciuti con la storia del piccolo e coraggioso leoncino.

Possiamo dunque definire il Giffoni Film Festival come il festival del cinema per tutti coloro che non hanno paura di ritornare bambini e rivivere quella gioia, quell’entusiasmo, quella voglia di scoprire il mondo che tutti hanno dentro di sé.

 

Rebecca De Filippis

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