Radio Bocconi - “ACCETTO MIRACOLI”, IL NUOVO ALBUM DI TIZIANO FERRO

“ACCETTO MIRACOLI”, IL NUOVO ALBUM DI TIZIANO FERRO

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Uscirà venerdì 22 novembre il nuovo album di inediti di Tiziano Ferro, “Accetto Miracoli”, anticipato dai due singoli, “Buona (Cattiva) Sorte” e la title track, entrambi super-trasmessi in tutte le radio, compresa la nostra Radio Bocconi.

In una location con vista sul cuore di Milano, mentre in Piazza Duomo si inizia a montare l’albero di Natale, Tiziano Ferro presenta alla stampa e alla critica musicale italiana il suo nuovo album di inediti, “Accetto Miracoli”, in uscita in tutto il mondo venerdì 22 novembre.

Dodici canzoni che testimoniano un cambiamento molto importante della vita del cantautore di Latina, legato solo in parte al trasferimento a Los Angeles e al suo matrimonio. “Quando tutto è diverso, inevitabilmente il cambiamento finisce in un disco.” Un disco che ha portato Ferro ad uscire dalla zona di confort e a mettersi in gioco ad un passo dai quarant’anni.  Il tutto è nato da un incontro fortunato con il celebre produttore discografico statunitense Timbaland. “Quasi per caso mi sono trovato a prendere un caffè con Timbaland, che è sempre stato un mio idolo. Siamo usciti da quel caffè con una canzone mezza prodotta e una proposta di fare un progetto insieme.”

Questo progetto, ancor più del precedente disco “Il Mestiere Della Vita” (2016), segna una ripartenza dalla raccolta “TZN – The Best Of Tiziano Ferro” (2014). Oltre a Timbaland, in “Accetto Miracoli” c’è il contributo anche di un altro idolo di Tiziano Ferro: Lorenzo Jovanotti. Parlando di “Balla Con Me”, Ferro ha sottolineato quanto questo brano non sia un featuring ma un vero e proprio duetto che vede due dei più famosi artisti della musica italiana cantare insieme dal primo all’ultimo verso. Quello che sicuramente colpisce di questo brano è il testo: già dal primo ascolto si potrebbe pensare che a scriverlo sia stato Cherubini, in quanto rispecchia in pieno il suo stile, ma invece, leggendo i credits si scopre che l’autore è solo Ferro.

Se molto probabilmente “Balla Con Me” sarà una delle canzoni estive del 2020, il terzo e prossimo singolo estratto da “Accetto Miracoli”, invece, sarà “In Mezzo A Questo Inverno”. Si tratta di una delle canzoni che sicuramente arriverà di più al cuore dei fan e che si candida ad essere cantata ad occhi chiusi e a squarciagola negli stadi italiani e poi nei principali palasport europei (in cui Tiziano Ferro si esibirà sul finire del prossimo anno). Tiziano Ferro in “In Mezzo A Questo Inverno” parla della recente scomparsa della nonna, a cui era molto legato e che lo accolse quando a 19 anni andò via di casa dopo una lite con i genitori. “La canzone è declinata al maschile perché volevo che volasse per conto suo. Non è servito a molto perché faccio fatica ad ascoltarla.”

Un tema molto complesso viene affrontato anche in “Casa A Natale”, un brano che non lascia agli ascoltatori delle sensazioni allegre e tipiche del periodo dell’anno a cui fa riferimento il titolo. Ma da Tiziano Ferro nessuno si aspetterebbe mai dei testi allegri e spensierati, anzi, al contrario, una sofferenza che in qualche modo rincuora chi lo ascolta, arrivando paradossalmente a far stare bene. Tuttavia, “Accetto Miracoli” è un disco molto leggero e discretamente calibrato. È un disco pop di “Un Uomo Pop”: è un album in cui il cantautore di Latina si sobbarca la responsabilità di affrontare la realtà e di raccontare le cose vere e semplici. “Non ho mai avuto paura di parlare di conflitti interiori, delle cicatrici e di scoprire cosa possa esserci dietro a una ferita. Io sono uno scrittore pop guerriero e sono molto orgoglioso della definizione di cantante e di scrittore pop.” E in merito alle verità contenute nei testi delle sue canzoni, l’artista non le manda a dire a chi lo ha per certi versi “accusato” di scrivere canzoni al femminile. “Io faccio come mi pare. Scrivo e canto la verità. Queste sono le cose che portano a creare delle disparità fatte di pensieri e di battute che poi portano allo sconforto.” È un uomo di quasi quarant’anni che appare sinceramente emozionato e che trattiene le lacrime nel dire “Ho imparato a non rispondere alle offese”, facendo riferimenti ad alcuni attacchi antigay arrivati, tra i tanti, anche da un personaggio del mondo della musica italiana. “Menziono questo concetto anche in una canzone che si chiama ‘Il Destino Di Chi Visse Per Amare’: ‘E imparai a sentirmi forte ad ogni offesa mai resa’. La forza sta nel prendersi una pausa e non dire una cosa che in quel momento ti fa vincere una battaglia da due soldi, ma ti fa peggiorare come persona. È faticosissimo perché poi io la risposta ce l’ho, almeno in tre lingue, ed è sempre molto buona!” conclude con un sorriso ed ironia per alleggerire la tensione e la serietà della tematica.

In chiusura non poteva certo mancare un cenno sulla musica e sul suo attuale modo di fruizione. “Lo streaming restituisce la realtà dei fatti di una fascia di età del mondo, ma che non è tutto. In questa confusione in cui non si capisce dove dobbiamo ascoltarla, la fame di musica non è scesa.” Dopo aver ricordato i numeri dei dischi venduti nei primi anni del 2000, Ferro ha concluso commentando così: “Il disco di platino è diventato il live. Gli esordienti entrano nei palazzetti e il pop è entrato nello stadio.” Si esprime sulla crisi della discografia e sui generi di moda (come la trap e il reggaeton, che non nega di ascoltare con piacere) che hanno portato l’industria della musica discografica e live a muoversi in una sola direzione per compiacere un certo tipo di commercio; infine, Ferro fa riferimento anche ad Ultimo. “Arriva un ragazzino di vent’anni della periferia di Roma e riempie gli stadi, perché ci spiega che se scrivi le canzoni, canti cose sincere e fai come alla vecchia maniera (come quando i discografici ti prendevano e ti crescevano demo dopo demo e ti facevano diventare qualcuno perché semplicemente tu sei qualcuno ma devi capire solo chi sei) e allora, lì, tombola!”

E, a proposito di stadi, non si poteva certamente sorvolare sulle due date (5 e 6 giugno 2020) allo stadio Meazza di Milano. “San Siro… che devo dire? Un anno prima di uno spettacolo, senza avere un disco fuori, questa fiducia ceca è una cosa che ti disarma. Devo essere molto attento a questa cosa, perché non è normale per me.” È uno spettacolo che, come spiega, è ancora in costruzione, ma che vorrà essere una bella festa per celebrare i suoi quarant’anni. “I quarant’anni segneranno il fatto che metà della mia vita l’ho passata con la musica. L’unica cosa che ho deciso è che se non sei un singolo non entri in scaletta, anche nel disco nuovo. – poi ridendo confessa – Parlo con le mie canzoni come se fossero persone.” Non è quindi un caso che il tour non prenda il nome dal nuovo disco, ma che, invece, si intitoli “TZN2020”. “Il fatto è che, se esistono due San Siro, è perché ci sono state quelle canzoni”, quello che lo hanno reso famoso in tutti in mondo.

 

Giulia Orsi 

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